Intervista a un’esperta:
come spiegare l’arte ai bambini

La purezza dei bambini
Basta uno sguardo a Lisa per capire che è una bambina davvero speciale: con i suoi capelli blu e un certo tocco artistico, non trovate anche voi che sia molto originale?! Ed è proprio per questo che oggi le chiediamo qualche consiglio su come spiegare l’arte ai bambini come lei.
Lei accetta con un grande sorriso e iniziamo così: “Ciao Lisa! Come pensi che si possa spiegare la storia dell’arte ai bambini?”
“Lo sapete cosa diceva Picasso? ‘Mi ci sono voluti quattro anni per dipingere come Raffaello, ma una vita intera per dipingere come un bambino.’ Non è incredibile che un pittore così famoso pensasse che nei bambini ci fosse più ‘arte’ che nei grandi maestri della pittura?!”
E questo fu proprio l’inizio dell’arte contemporanea! Con il Cubismo, Picasso prese come modello, tra le altre cose, anche l’arte dei bambini per trovare forme e colori più semplici.
I bambini sono puri e sanno cogliere l’essenza delle cose e comunicarla con grande immediatezza e spontaneità: questa semplice osservazione ha dato nuova vita all’arte tradizionale.
Come osservare un’opera d’arte: il punto di vista dei bambini

Entrare in un museo pieno di opere d’arte è come entrare in un mondo nuovo: bisogna trovare la chiave giusta e il punto di vista giusto per osservarlo.
Rendere questo mondo accessibile a un bambino è una vera sfida: i bambini non dovrebbero mai sentirsi a disagio davanti a un dipinto. Le opere d’arte non dovrebbero apparire come oggetti oscuri e lontani, ma come qualcosa con cui possono familiarizzare.
“Lisa, quando vogliamo descrivere un dipinto, da dove consigli di iniziare?”
“Prima di tutto mi piace sapere COME sono stati fatti i dipinti: quale tecnica e quali materiali sono stati usati. Così magari posso provarci anch’io!”
In effetti, se si vuole davvero entrare in comunicazione con i bambini, è molto importante fare sempre riferimento alla loro esperienza quotidiana: quando si descrive un dipinto, bisogna paragonarlo a qualcosa che i bambini possono vedere o fare nella loro vita. In questo modo capiscono molto più facilmente.
Dopotutto, come diceva Kandinsky, colori e linee sono elementi semplici di un linguaggio, di un codice che tutti possono comprendere.
“Poi mi piace sapere COSA è rappresentato, cosa voleva raccontare il pittore. Mi piacciono le storie e mi piacciono molto i simboli, quando oggetti o animali rappresentano significati nascosti. Allora sì che mi emoziono davanti ai dipinti!”
E forse è proprio questo l’aspetto più affascinante e magico: l’arte può suscitare emozioni. L’arte è viva: ha un linguaggio universale che può parlare al nostro cuore anche dopo secoli.
Una delle domande più interessanti che si possono fare a un bambino è:
che tipo di emozioni ti trasmette oggi questo dipinto così antico?
Come visitare un museo d’arte: le cacce al tesoro per bambini

“Devo confessare una cosa: a volte, quando ci sono troppi dipinti intorno a me, mi viene mal di testa!”
Ed è proprio questo il tipo di errore che può rovinare l’esperienza: non si possono guardare troppi quadri tutti insieme! Come spesso accade, anche qui vale la regola: il troppo stroppia. In fondo, less is more.
La motivazione principale per un bambino è la curiosità, che deve essere stimolata continuamente durante tutta la visita.
Per questo motivo le cacce al tesoro funzionano così bene con i bambini, anche nei musei d’arte: un tour pensato per i più piccoli, che parte da un mistero da risolvere e termina con un piccolo premio, aiuta davvero a suscitare curiosità e interesse.
Venice Kids Tours propone due tipi di visite nei musei d’arte di Venezia:
una caccia al tesoro alle Gallerie dell’Accademia (Il grande puzzle della pittura veneziana) per scoprire l’arte del Rinascimento
una caccia al tesoro al Museo Guggenheim (La pizza di Peggy) per scoprire invece l’arte contemporanea.
I bambini spiegano l’arte agli adulti
E dopo una caccia al tesoro, chi capisce di più di arte: i bambini o gli adulti? Forse potremmo dire entrambi, ma in modo diverso!
Così, rispetto al titolo iniziale della nostra intervista — “Come spiegare l’arte ai bambini” — potremmo aggiungere che anche i bambini possono offrirci nuovi punti di vista personali che spesso noi adulti non riusciamo a vedere.
“Comunque quel quadro che continuate a dire che è così bello… beh, a me non piace proprio!!!”
Lisa ci fa l’occhiolino e una smorfia divertente mentre scende dalla sedia.
Di certo i bambini hanno un vantaggio rispetto agli adulti: non hanno pregiudizi nel valutare un’opera e non hanno filtri nell’esprimere la loro opinione.
Dovremmo sempre ascoltare quello che hanno da dire: sottovalutarli è un grande errore!
Arrivederci Lisa e grazie per i tuoi preziosi consigli!





