A San Giorgio Maggiore tra animali e labirinti

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A San Giorgio Maggiore tra animali e labirinti

Visita al Labirinto Borges e alle Stanze del Vetro della Fondazione Cini

“Ehi, Lisa, hai sentito che hanno finalmente aperto al pubblico il labirinto Borges sull’Isola di San Giorgio Maggiore? Che figo!! Ci andiamo?”

È bastato questo suggerimento buttato là da Teo, che Lisa, con la sua innata passione per i labirinti, non ha perso tempo e ha prenotato subito una visita! Oplà, in groppa al leone Marco, Lisa e Teo sono atterrati proprio nel chiostro dell’ex convento palladiano, ora parte della Fondazione Cini. Che bellezza!

L’isola di San Giorgio Maggiore è a una sola fermata di
vaporetto da Venezia ed è uno dei luoghi senz’altro da consigliare a chi viene a Venezia coi bambini! E’ famosa soprattutto per la vista spettacolare che si ha dal Campanile della chiesa, dal quale si può ammirare tutta la città e la sua laguna.
La quiete che si gode in quest’isola è davvero straordinaria: anche quando Venezia è piena di turisti, a San Giorgio si riesce sempre a trovare un angolo di pace!

Ora poi c’è una ragione in più per andarci: si può finalmente visitare l’affascinante labirinto fatto di arbusti di bosso, che si trova di fianco alla chiesa. Fu realizzato dalla Fondazione Giorgio Cini nel 2011, progettato dall’architetto inglese Randoll Coate, in omaggio al famoso scrittore Jorges Luis Borges e in particolare a una sua opera, Il giardino dei sentieri che si biforcano. Non a caso lo scrittore argentino amava tanto Venezia, che, con le sue calli labirintiche, tanto rispecchia la sua particolare visione poetica.

Assieme a Lisa e Teo, entriamo anche noi nel labirinto, con
l’entusiasmo di chi si appresta ad affrontare una nuova avventura. Prendiamo ognuno un percorso diverso e ci muoviamo a passo spedito, lungo i percorsi intricati di bosso: a volte sembra che uno di noi si porti più avanti rispetto all’altro, che sembra invece indietreggiare, quando poi, sul più bello, il labirinto rispinge tutti indietro e ci pare quasi di perdere la strada, per poi, infine, improvvisamente, ritrovarla… ed ecco che se ne esce! 

Quasi una grande metafora della vita?!

Da una terrazza, lo possiamo ammirare anche dall’alto e lì ci divertiamo a decifrarne le figure nascoste: nel suo disegno si riescono a tracciare il nome di Borges, gli specchi, due clessidre, un punto di domanda, persino… una tigre! Riuscire a vederli è una sfida davvero irresistibile.

“Teo, sai che hai avuto un’idea davvero stupenda!? Ci siamo divertiti tantissimo!”

Prima di tornare a prendere il vaporetto per lasciare l’isola, abbiamo ancora un po’ di tempo e, dopo esserci bevuti un dissetante succo di frutta seduti al bar, siamo attratti dalla mostra lì a fianco, parte delle cosiddette Stanze del Vetro: si intitola l’Arca di vetro. Come una specie di grande arca di Noè, le stanze della mostra raccolgono 750 animali in vetro di Murano: pesci, tartarughe, gatti, elefanti, zebre, orsi, pappagalli, giraffe, persino farfalle, mosche e ogni immaginabile creatura! Un numero enorme di pezzi tutti in vetro, creati dai più famosi maestri muranesi: è l’incredibile collezione personale di Pierre Rosenberg, lo storico Direttore del Museo del Louvre di Parigi. Una vera meraviglia!

È stato un sabato mattina davvero speciale: assieme a Lisa e Teo abbiamo vissuto quest’avventura, che ancora una volta ci ha insegnato come a un passo dalla vita di tutti i giorni, si possa entrare in dei mondi fantastici!