Cap.2 Il complotto

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Cap.2 Il complotto

Marco, Lisa e Teo in:
Creature fantastiche a Venezia e dove trovarle

La prima straordinaria avventura di Lisa e Teo
e di come incontrarono il loro amico, il leone alato Marco!

CAPITOLO 2

IL COMPLOTTO

Per fortuna la corte era vuota. Sornione, il gatto Marco raggiunse il giardino del Palazzo Contarini per acciambellarsi dentro alla sua vera da pozzo preferita. Mentre stava per prendere sonno sentì però uno strano rumore.

“Ancora loro, quei dannati topi… Non so perché, ma mi danno sui nervi! E negli ultimi tempi stanno diventando sempre di più. In mancanza di prede più adatte ad un leone, mi divertirò con loro. Non sanno con chi hanno a che fare!” L’intrepido gatto si preparò ad un agguato rapido e indolore e, con un balzo, agguantò uno di quegli animalacci ripugnanti, ma quello inaspettatamente gridò: “Signor gatto, la prego, non può mangiarmi, non può farlo, potrei essere l’ultima speranza per questa città!”.  Il gatto, sorpreso, rispose: “Cosa ti viene in mente? Essere spregevole! Primo, non ti mangerei nemmeno se fossi l‘ultima cosa sulla terra, io pranzo al ristorante, che ti credi? Secondo, non sono un gatto! E poi sentiamo: perché saresti addirittura l’ultima speranza per Venezia?”

In quel momento i due fratelli, che avevano seguito le tracce del gatto, stavano assistendo alla scena, nascosti dietro ad un muro, e, sottovoce, si dissero: “Lisa, riesci a sentire quello che dicono?” chiese Teo, in preda ad una curiosità invincibile. “No, ma comunque a te che importa sapere cosa un gatto dice ad un topo prima di mangiarselo…?!” rispose secca la sorella. “Zitta e ascolta…. ho capito che il topo si chiama Friz e sta pregando il gatto di non mangiarlo, perché lui è il Grande Capo dei topi di Venezia, il cui popolo è in grande agitazione…” A Lisa venne in mente quanto ascoltato il giorno prima a cena: “Beh, in effetti proprio ieri papà raccontava alla mamma che nei giornali scrivono da giorni che i topi sono ovunque, li si vede uscire da ogni buco, intrepidi come se fossero terrorizzati da qualcosa: il Sindaco sta valutando se sterminarli in massa…”. “Sshh, Lisa!! Sentiamo che dice ancora… Pare che in realtà il problema siano i gabbiani… I gabbiani si stanno organizzando per…”. A quel punto Teo tese al massimo le orecchie, incredulo per quanto stava sentendo. “… per conquistare Venezia!!”. “Ma che cavolo sta dicendo ‘sta pantegana?!”, reagì Lisa, che non si era resa conto di avere urlato le ultime parole così tanto, che i due animali si girarono verso di lei, più sorpresi che spaventati.

“Ma questi bipedi ci capiscono?” sbottò il topo Friz. “Pare di sì” rispose il gatto Marco. La scena era decisamente surreale: un gatto e un topo che conversavano con dei bambini di gabbiani invasori!

 “Non c’è tempo da perdere” disse Friz rompendo ogni indugio. “Seguitemi in cima alla scala e guardate con i vostri stessi occhi!” Il topo si sfilò dalle grinfie del gatto, che iniziò a rincorrerlo, e, dietro di lui, i ragazzi.

“Questa scala sembra la torre di Pisa” disse Teo ansimando per la corsa a perdifiato. “Uffa!! Ma quanti scalini ci sono? Ho già il fiatone!” “Pensa che il proprietario l’ha fatta costruire per salirci a cavallo da quanto pigro era!” disse Lisa “Dai, risparmia il fiato e corri più veloce!” Arrivati in cima alla scala del Bovolo, si presentò ai loro occhi un panorama veramente mozzafiato: le cime dei campanili, i tetti delle case, le cupole delle chiese, le altane, i camini si stagliavano nell’azzurro di un cielo bellissimo, senza una nuvola, tanto limpido che in lontananza si vedeva perfino la chiesa di San Marco. Un vero spettacolo, non fosse stato per quel particolare impressionante… “Aspetta un attimo: ci sono gabbiani ovunque!” gridò Lisa incredula e terrorizzata. “Sono dappertutto! Centinaia, migliaia! Cosa sta succedendo?!”

Il topo Friz si girò verso di loro e, con uno sguardo cupo e con voce profonda, disse: “Il Generale dei Gabbiani Romboraptor ha ordinato alle sue truppe di cominciare a predisporre il posizionamento strategico: sarà guerra totale! Piccioni, topi, pesci, qualsiasi essere vivente e perfino gli umani dovranno riconoscere la supremazia dei gabbiani, che avranno il controllo assoluto della città. Hanno cominciato con i piccioni, ora se la prendono con i topi e presto passeranno agli umani!”

A Lisa e Teo sembrava impossibile che degli uccelli così belli potessero essere in realtà così feroci. In effetti era vero che ultimamente i gabbiani si erano fatti prepotenti: rubavano i panini dalle mani degli ignari turisti, invece di andare a pescare nelle acque del mare, e preferivano puntare i vecchi piccioni trasportandoli in cima a qualche tetto per mangiarli per pranzo indisturbati. Ma nessuno poteva mai immaginare che la situazione fosse in realtà molto più grave.

LO SAPEVI CHE...

La Scala del Bovolo

Cosa ci fa una scala così monumentale in un angolo così nascosto della città? Di solito a Venezia la parte più bella di un palazzo è sempre quella che si specchia sull’acqua, ma in questo caso il canale era troppo stretto e la famiglia Contarini trovò così un modo per sfoggiare la sua enorme ricchezza, decorando la corte sul retro con questo gioiello di architettura.

In città è l’unica scala esterna a chiocciola: a proposito, bovolo in veneziano vuol dire proprio chiocciola. Non ci credete? Provate ad ordinare un bel piatto di bovoeti al ristorante 🙂   

Se venite a Venezia e temete di non trovare la Scala del Bovolo, sarà meglio che prenotiate una visita guidata! Una sfida per i bambini: indovinare il numero degli scalini e poi contarli salendo fino in cima.